vi è mai capitato di comprare un libro in buona fiducia, magari attratti dalla copertina o dai commenti sul retro del libro, o catturati dal trafiletto della trama, ma poi una volta cominciato a leggere il suddetto libro vi siete resi contro con triste amarezza di aver buttato dei soldi dalla finestra?
La mia ultima disavventura in questo senso è da imputare al libro “
Gli eroi del crespuscolo” di Chiara Strazzulla. Attirata dalla copertina disegnata da Frezzato (uno dei migliori e apprezzati fumettisti italiani) e dall’enorme pubblicità che Enaudi ha fatto a questo libro, ho finito per prenderlo … non lo avessi mai fatto. Eppure avrei dovuto capire che c’era qualcosa che non andava visto che il libro era incelofanato … e non mi sono fermata nemmeno alla cassa, quando ho sborsato 20 euro … (si avete capito bene)
Tornando al libro …
Davvero deludente e privo di originalità. Le similitudini, per non dire uguaglianze, col “Signore degli anelli” si sprecano: guarda caso la compagnia di baldi giovani che partono per un viaggi lungo e periglioso si fanno chiamare “la compagnia dei rinnegati” (forse perché non avevano un anello …), la capitale del Regno sembra la copia di Minas Tirith, la figlia del Sovrano viene chiamata “la stella di Dardamen”, la foresta di Mymar sembra la versione povera di Lothlorien, per alcuni tratti il Solitario sembra il fratello di Aragorn (che poi a voler vedere il termine “solitario” è sinonimo di “ramingo”)
Pieno di descrizioni fini a sè stesse che non fanno altro che allungare il tutto senza però fornire punti interessanti al fine della trama. Non so voi, ma io sono del parere che le descrizioni servano a dare al lettore l’idea del luogo o delle caratteristiche del personaggio in funzione della storia, e in questo libro l’autrice descrive in maniera quasi maniacale luoghi, personaggi e abbigliamento!
Un'altra pecca, a mio parere, è il fatto che ci sono un sacco di incongruenze e pochissima ricerca pratica. Per incongruenze intendo: se il cattivo ha detto che solo il Capitano deve andare a salvare la principessa e di non fare mosse avventante perché lui ha occhi e orecchie ovunque e lo verrebbe a sapere, mi spiegate perché la partenza dei 4 è una mezza festa pubblica, con tanto di sfilata per le vie della città, acclamazione delle folla e benedizione del Re in pieno giorno davanti al palazzo?!
Per ricerca intendo: chi è il folle che si accinge a fare un viaggio del genere, in cui dovrà attraversare terre inospitali, probabilmente, anzi sicuramente, popolate da creature terrificanti, braccati del nemico in un territorio devastato dalla guerra, vestito di seta, con ricami d’oro, bottoni cesellati e colori sgargianti? A sto punto facevano prima a mettersi anche un’insegna al neon in testa con scritto: “sono qui, prego servitevi pure”
non penso ci voglia molto per porsi la domanda: ma se dovessi partire per un viaggio del genere, cosa mi metterei addosso? Ok che è un fantasy, ma un po’ di credibilità ci vuole comunque!
I personaggi sembrano tutti dei principi azzurri usciti da un qualche racconto per ragazze: belli, magri, con occhi dei colori più svariati, lunghi capelli biondi, ma … vuoti. (a volte ho avuto la sensazione di avere per le mani uno shojo manga e non un romanzo). Alcuni atteggiamenti, poi, mi ha fatto pensare allo yaoi (il Solitario che tiene le mani di Slyman come una donna che vede il proprio amore andare in contro alla morte. E notare che poco prima aveva descritto il Solitario come uomo inflessibile e impassibile) Non c’è caratterizzazione dei personaggi, non c’è una loro crescita interiore come uno si potrebbe aspettare da un viaggio del genere.
Il linguaggio è povero e pieno di ripetizioni, ma questo credo sia da imputare alla poca esperienza.
Confesso di non essere riuscita a leggerlo tutto, ma le descrizioni prolisse e la banalità mi hanno davvero fatto diventare pesante la lettura. A ogni riga che leggevo nella mia mente si formava la frase del “già letto”. Tutti i libri fantasy hanno una caratterizzazione standard, su questo non ci piove, ma come ho scritto in alto, sembra di leggere un mix di altri libri, sia per nomi, che per situazioni ,che per descrizioni.
Non dico che scrive un libro di quasi 800 pagine sia una passeggiata (manco scriverne 100) e chi ci riesce ha tutto il mio rispetto (che abbia 17 o 80 anni), però chi di dovere doveva forse fare una scelta un po’ più oculata e non pubblicizzare il libro come un evento.
"prima regola della gilda degli assassini: la vita ha un valore altissimo, per questo ci facciamo pagare profumatamente" - Terry Pratchett
"Fine del discorso, Jean; sei ridotto troppo male per essere d'aiuto. Io sono sano, sono arrabbiato e sono ovviamente pazzo. " - Gli inganni di Locke Lamora
"I gatti sono come le streghe. Non combattono per uccidere, ma per vincere. È diverso. Non ha senso uccidere un avversario. Se lo uccidi, non saprà di aver perso, e per vincere davvero bisogna avere un avversario che sa di essere stato battuto. Non c’è trionfo su un cadavere, ma un nemico sconfitto, che rimarrà tale ogni giorno che resta della sua triste e disgraziata vita, è un bene prezioso. " - Terry Pratchett